“Sul podio il notevole Massimo Zanetti, che ha diretto un’Orchestra Filarmonica Italiana in ottima forma. La conduzione è risultata energica e brillante, mentre la concertazione ha evidenziato, con equilibrio e rigore e sempre in virtù di quanto accadeva in scena, alcuni gruppi di strumenti piuttosto che altri, con una piacevolissima e pregnante enfasi sui fiati e sulle percussioni.
Al termine della recita pomeridiana, convinti applausi per tutti e picchi di entusiasmo per Torbidoni, Chiklivadze e Zanetti.”
“Musically, the highlight was undoubtedly Massimo Zanetti’s conducting. He led the Orchestra Filarmonica Italiana in a delightfully sprightly reading. His tempi were nicely swift, and given the intimate size of the theatre, the attention he paid to the rhythmic impetus had an exciting physical immediacy. Yet Zanetti was also unafraid to give those longer, lyrical moments the room they needed to take wing in, gaining some exquisite playing from the principal cellist in the meantime. There was also some terrifically raspy playing from the horns in ‘o prodi miei, seguitemi’, and throughout there was a sense of the various sections within the band interacting with each other, the internal dialogue fully brought to life. One thing that gave me particular pleasure was being able to see Zanetti from my seat. The way that he encouraged both the orchestra and the singers on stage, the clarity of his gestures, and the generosity with which he shared the ovations felt supportive and genuine.”
“Massimo Zanetti, sul podio dell’Orchestra Filarmonica Italiana, offre una direzione di raffinata consapevolezza stilistica. Lungi dal cercare effetti di mera grandiosità, Zanetti lavora su trasparenze e piani sonori: evidenzia le strutture armoniche, lascia respirare le frasi, controlla con acume le dinamiche. I tempi, mai affrettati, sono calibrati con attenzione; la sua direzione predilige un Verdi analitico, lucido. Ne risulta una concertazione nella quale ogni sezione dell’orchestra ha voce propria. Particolarmente curati i fiati che restituiscono sfumature timbriche di rara precisione; si apprezzano in particolare i legni nel “Va, pensiero” e il clarinetto che accompagna l’ultima frase di Abigaille, come un’eco pietosa che smorza la sua morte.
Alla fine il pubblico risponde con lunghi applausi per tutti, di particolare intensità per Marta Torbidoni e Massimo Zanetti.”
“Massimo Zanetti, alla testa dell’Orchestra Filarmonica Italiana, offre una direzione energica e pulita, costruita su una solida struttura ritmica e su un controllo rigoroso delle dinamiche. Nei momenti di maggior tensione, come il concertato del secondo atto, il direttore riesce a bilanciare forza drammatica e chiarezza espressiva, restituendo il respiro epico della pagina verdiana senza eccessi di monumentalità. Il celebre “Va’, pensiero”, eseguito con tempi ampi e flessibili, raggiunge un’intensità rara e raccoglie un lungo applauso.”
“In buca l’Orchestra Filarmonica Italiana, che… garantisce un altissimo grado di nitidezza sotto la direzione sensibile e vibrante di Massimo Zanetti. Che mette in risalto la scrittura scarna, essenziale di Verdi con astuto dominio degli equilibri fra sezioni e delle dinamiche.”
“Sul podio del Teatro Comunale di Modena, alla guida dell’Orchestra Filarmonica Italiana, troviamo Massimo Zanetti; la sua direzione segnata da energia costante rende lo spirito deciso e a tratti “militare” dell’opera del giovane Verdi, evidente nell’ouverture, nelle cabalette e nei finali. Lodevole l’attenzione verso tutti i gruppi di strumenti, tra cui gli archi dal suono ricco di sfumature, sembrano privilegiati.”
“Direzione musicale di tutto rispetto
Molto meglio vanno le cose sul fronte musicale. Posta sul leggio una partitura vulcanica, di fronte alla forza tellurica e dirompente del giovane Verdi, Massimo Zanetti tiene salde le briglie, riesce a variare tempi, dinamiche e spessori in un equilibrio ben bilanciato, dando modo all’Orchestra Filarmonica Italiana di ‘respirare’ e di rispondere con l’adeguata duttilità ai suoi comandi ora con un incedere incalzante, ora con fine abbandono poetico. Il maestro barese possiede poi la non comune inclinazione a sorreggere il canto con massima attenzione, sapendo che specie in questi particolari contesti la fa da padrone. Sembra cosa ovvia, ma non tutti ne tengono dovuto conto.”
“Massimo Zanetti convince pienamente alla direzione ed è forse l’elemento migliore della produzione, restituendo senso, coerenza e respiro alla recita. I tempi staccati sono sempre ottimi, sia nei momenti marziali e bellici sia in quelli patetici e amorosi, facendo emergere tutte le finezze della partitura. L’Orchestra Filarmonica Italiana si distingue per un suono pulito e coeso in tutte le sue sezioni, specie negli ottoni, e risponde alle sollecitazioni del podio.”
“Sous la direction nerveuse et claire de Massimo Zanetti, l’Orchestra Filarmonica Italiana respire avec un naturel presque chambriste. On en goûte les cordes nettes, les cuivres disciplinés et des percussions débarrassées de toute lourdeur. Le chef privilégie la transparence à la grandiloquence [lire nos chroniques de Tosca, Madama Butterfly et I due Foscari], de sorte que sa lecture transmet sans emphase une ardeur authentique, ménageant des crescendos d’une précision remarquable. Le Coro Lirico di Modena, bien que d’un effectif plus léger qu’à l’accoutumée, déploie une belle homogénéité. Ainsi Va, pensiero s’élève-t-il comme une prière plus que comme un hymne.”
“L’esecuzione musicale dell’Orchestra Filarmonica Italiana è stata uno dei punti di forza, il livello si è potuto apprezzare in quei brani in cui le singole parti o i gruppi strumentali sono in rilievo. Ha ben risposto alle indicazione della direzione di Massimo Zanetti, che ha voluto incentrare la sua visione interpretativa con tempi molto veloci e con un ritmo frenetico, vorticoso per mettere in rilievo l’incalzare dell’azione, ne hanno sofferto la cantabilità e il respiro della frase musicale.”